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Mondi possibili

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Racconti e romanzi

Quand'ero fiume

Quand’ero fiume mi scapicollavo giù per il monte, ribelle. Non correvo come tutti i corsi d'acqua da Nord a Sud, ma imponevo originalità alle valli scorrendo da Est a Ovest. D’inverno mi insinuavo tra nevi e ghiacci, poi scomparivo nel sottosuolo, ne baciavo le profondità e rinascevo, qualche chilometro più sotto, in una spudorata frescura. Trattenevo in me i colori, mi confondevo con i sussulti della terra. E poi giù tra gli alberi e le grandi rocce, mentre da lassù le severe montagne mi sorvegliavano prima che mi adagiassi in un placido grembo. Rivolo, torrente, lago e sempre fiume.

Quand'ero fiume

Calmo, mite all’apparenza, là nella piana, e ancora giù, in una valle incassata, riflettevo nelle mie acque imperiosi massicci raddoppiandoli. Sulle mie rive, arbusti, simili a scheletri di animali preistorici, enigmi e quadri astratti, mi parlavano del passato e di ciò che, in un tempo perso nella memoria, era stato casa, nido, approdo d’ogni specie, visione che imparadisa. Lungo le mie rive nascevano moderni santuari, le cattedrali del progresso, e io giungevo qui, violento in questa gola, tra balze e salti, tra le bizzarrie di una natura amata.

Quand’ero fiume, ero democratico, accettavo le parole degli uomini senza giudizio, le trasportavo, raccoglievo, cullavo. Alcune mi nutrivano, altre mi prosciugavano, altre ancora mi nobilitavano. Amato, corteggiato o depredato, concedevo al mondo refrigerio, ero tiepido ventre, antro che rigenera.

Quand'ero fiume, cantavo le profondità di Iside.

Alfred e Jack

Questa è la storia di un'amicizia...

Audiobook

Ho sognato di scorrerti accanto...

Alfred e Jack

«Jack e Alfred non si conoscono né potrebbero mai sapere niente l’uno dell’altro, se non fosse che hanno un amico in comune: un corvo, cioè a dire il più loquace degli alati, ma nel caso specifico non uno di quelli che, blanditi da una volpe, si lasciano cascare di bocca un pezzo di formaggio. Un po’ rompiscatole, ma arguto, intelligente, appassionato e compassionevole, il pennuto è il promotore e il motore di un’amicizia che riscatterà Jack e Alfred dalla solitudine e darà una risposta al loro bisogno di sapere. E sarà lui che porterà ciascuno dei due amici alla consapevolezza di sé e all’accettazione del proprio destino e li guiderà, con tecnica maieutica, a scoprire che cos’è la felicità e, soprattutto, come e perché ognuno ha una sua forma di felicità» dall'introduzione di Federico Roncoroni.

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Lucia Valcepina

Scrittrice

Foto di Fabrizio Padovani

www.luciavalcepina.it· Scrittrice ed editor - Contact (c) 2018 Lucia Valcepina
Mario Libera (web deaign)

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